PADOVADONNE
QUANTE SONO LE STUDENTESSE AD UNIPD???
DIAMO UNO SGUARDO ALLE STATISTICHE SULLE PERCENTUALI DELLE STUDENTESSE ALL'UNIVERSITA' DI PADOVA...SOLO POCHI DECENNI FA QUESTI NUMERI ERANO IMPENSABILI!!!
a cura di Laura Cogo padovadonne.laura@gmail.com
Le statistiche qui riportate sono state tratte dal Quaderno numero 4 del CPO dell'Università di Padova.

20 dicembre 2007

Le donne non hanno mai studiato così tanto in tutta la storia dell'umanità!!!! Solo pochi decenni fa erano pochissime le studentesse dell'Università. L'istruzione superiore era riservata o accessibile solo da parte degli uomini. Ora, le donne costituiscono la maggioranza delle studentesse e dei laureati delle Università dei paesi industrializzati. In Italia sono il 56% (e Padova è pienamente nella media italiana). Pensate che nel 1950 erano appena il 25%!!! E ottengono anche i migliori voti. Le studentesse sono circa il 90% degli studenti a Scienze della Formazione, l'80% a Psicologia, il 70% a Farmacia, Lettere e Filosofia, e nei corsi Interfacoltà (Scienze della Comunicazione, Cooperazione allo Sviluppo, Mediazione Linguistica e Culturale...). Sono invece la minoranza in Facoltà come Ingegneria (storica roccaforte della presenza maschile), Agraria (con il 27%), Statistica (con il 42%), Fisica e Matematica (45%). C'è dunque ancora una specie di 'divisione' delle discipline tra uomini e donne. Certo le donne che non scelgono di studiare Ingegneria, non lo fanno perchè sentono che non è una cosa 'da donne', ma perchè per la maggioranza delle donne tale disciplina non è di interesse...eppure è la facoltà che sforna quei famosi laureati che entro tre mesi dalla laurea trova lavoro!!! Questo non le tocca, sembra, e così le donne vanno ad affollare proprio quelle Facoltà che offrono meno garanzie dal punto di vista occupazionale, come Lettere e Filosofia, Mediazione Culturale, Scienze della Comunicazione, Cooperazione allo Sviluppo, Psicologia, Giurisprudenza... Dai dati di una ricerca condotta all'Università Bicocca di Milano, risulta che "ragazzi e ragazze perseguono fini universitari in parte differenti. tra i ragazzi sembrerebbe più comune scegliere di investire nello studio in vista del rendimento futuro in termini di posizione lavorativa ("non importa tanto l'ambito professionale, ma la spendibilità nel mercato del lavoro delle mie credenziali educative"); mentre per le ragazze l'impegno universitario è spesso parte di un preciso progetto professionale ("studio per poter svolgere nella mia vita quella precisa professione, che mi piace e mi gratificherà")" (La resistibile ascesa delle donne in Italia, Francesca Zajczyk, Milano, 2007, pag. 32). Ecco che avviene una prima scelta della Facoltà, secondo questi interessi. D'altra parte questi interessi rispecchierebbero l'universo valoriale di donne e uomini. Mentre il denaro è ritenuto un valore molto importante dal 32% dei maschi, lo è solo per il 14% delle ragazze. Il successo nella carriera è importante per il 39% dei maschi e solo per il 29% delle femmine. Mentre solidarietà, eguaglianza sociale, e impegno sociale sembrano essere valori preferiti in maggioranza dalle ragazze rispetto ai ragazzi! Nell' insieme si può dire che i maschi hanno valori più inseriti nella sfera individualistico-acquisitiva, mentre le femmine sono più legati alla dimensione pubblica e all'impegno. Questo ci aiuta a capre queste sproporzioni della presenza femminile e maschile nelle varie facoltà.
"Vista la connotazione a 'sfondo sociale' dei valori femminili possiamo pensare che essa nasconda, oltre che la volontà di svolgere una professione che gratifichi dal punto di vista individuale, anche la ricerca di un lavoro che possa avere una certa 'utilità sociale'". (La resistibile ascesa delle donne in Italia, Francesca Zajczyk, Milano, 2007, pag. 33).
Comunque sia, negli ultimi 20 anni il numero delle donne iscritte ad Ingegneria è aumentato del 200%! "Certo le donne si indirizzano ancora verso le discipline umanistiche, ma la progressiva partecipazione femminile ai corsi a dominanza maschile e la bravura e la determinazione delle donne, rappresentano senza dubbio un forte e concreto segnale della loro volontà di superare tradizionali e radicati stereotipi che le vedono segregate in quei settori non ambiti dagli uomini." (La resistibile ascesa delle donne in Italia, Francesca Zajczyk, Milano, 2007, pag. 28).
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